mercoledì 28 settembre 2011

L'occasione perduta

[Kairos Catched]


Sfacciata Kairos, 
sfuggente, malvestita, alata, mal pettinata, imprendibile, vanitosa e cieca.
Cieca.
Kairos senza tempo, che non ha tempo, che va di fretta, che chiede come una giumenta idrofoba d'essere cavalcata all'istante. 
Kairos perduta.
(Pare che la vita io l'intenda come una lotta titanica).
Ma non li senti i tamburi? Il rotolare a valanghe della sua sfera? Il suo passo d'uragano?
(Mi hanno detto che l'uragano sa di mora e liquirizia.
Io non ci credo, detesto la liquirizia eppure amo gli uragani.)

Ma quel che più mi premeva, che ne è dell'Occasione quando è colta, consumata, catturata?
Quando questa lunaticrinita -e non è una parolaccia, giuro- divinità viene alfin ridotta a catene in pollai d'esistenze?
Vedrò del marcio non solo in Danimarca, ma qui si parla di consunzione.

E' energia potenziale consumata, spinta verso la sua fine.
Un uccello in una voliera smette di essere un volatile.
Kairos catturata è alla fin fine una occasione colta, e una Energia divorata.
Consumata, corrotta e votata alla prossima Morte.
Scambio equivalente ma stavolta non alchemico bensì quantistico.

(Ve l'ho detto che non è pessimismo...è che il bicchiere...bah, diciamo pure la botte.)

La Preghiera di Mezzanotte


[The Midnight Prayer]


E così fu che trovai l'Ascensione.
Immensa e ineguale m' ha rapito e portato via.
E' il canto d' un gallo traditore e recidivo, il becco mitridatico imbevuto del Veleno di Filomeno, onde giapponesi di radici a sollevarmi difforme, mutilata nella gloria di un cielo degno di Ladislao.
(Oh mio Ladislao, quanto ti ho amato è mio mortal segreto...)
E l'abbraccio aereo d'un Sadko emerso.
(Elia, per amante non m'hai voluto ma ancora ti sogno...)

Sono una infiorescenza di nomi.
Sono un albero genealogico dell' estetica.
E perdio, ti rispondo: non ho mai parlato. Io sono parlata.
Pure la Pizia lo era, la tanto lungimirante e infausta.

Fuori dal tempo ho galassie nelle tasche, ho ciliegie nel naso, ho alghe luminescenti dell'abisso, ma non ho mani.
Uno scudo oculare sarà il tempio del mio sesso.
Basteranno le sue lacrime, umori sanificanti, a rendermi fertile.

La mia preghiera sale. Esaudita o no, non importa.

L'elevazione è il suo dono, non il compimento del desiderio di tanta pena.

domenica 8 maggio 2011


Linear Movement. Synth-pop minimale. Oddio, questa non è la mia preferita in assoluto, anche se mi piace non poco. Riesco addirittura a ballare, ascoltando "The other way round" di Pulse Music dell' '83. Comunque. No? Queste sonorità postpunk figlie della new wave, con voci metalliche e distanti, un po' dark, ma non troppo. Fascinating.

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Purtroppo, il gruppo polacco che vi illustro di seguito ha un nome infausto: Ksiezyc. Infausto perchè significa "Luna" e purtroppo digitando tale parola sul tubo quel che ne esce è una INFINITA sbrodolata di video e trailer in polacco di Twilight (pace all'anima della Rice e di Le Fanu eccetera). Ecco. Per cui mi vendico in controcultura (a quanto pare a questo punto siamo giunti) linkando gli unici due dei video che sono riuscita a rimediare. Ce ne sono altri su youtube se vi piace, se vi pare. Anche perchè la musica è un fantastico mosaico di minimal-psichedelico fra strumenti elettronici e cori eterei.


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Incredibile ma vero, non avevo linkato nessun video dell'altro gruppo della mia musa (meglio dire pigmalione) veneziana per eccellenza. Pertanto provvedo. E non dico nulla.

Ecco, due pezzi che amo molto. Come tutto quel che proviene da quel signore lì...

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Per concludere, perchè qui sta venendo su un bel temporale e io devo chiudere le finestre prima di volare in vetta al prossimo ciclone, i Solar Fields. Compositori anche della colonna sonora di Mirror's Edge (lavoro fino, di magistrale atmosfera rarefatta, perfettamente in linea con lo spirito del videogame), i Solar Fields hanno all'attivo credo tre album e nulla più, tra cui Movements del 2009, da cui linko "Discovering". E' da poco che stanno ricevendo ingaggi per OST d'altre pubblicazioni videoludiche. Bah, per me sono un gruppo che tutto sommato sa ben fare nel suo campo, poi possono piacere o meno.


Vado a chiudere le finestre. Mi stanno volando i pennelli.

mercoledì 2 marzo 2011

Di tanti

Per tua velleità
io sono un seme fossile.

Per tua incongrua vendetta
io sono un seme fossile.

Latente nel suo sognato sviluppo,
vuoto del tempo che a lungo l'ha dormito,

di sogni bianchi e violenti o
una fuga tra rami spinosi.

Il coraggio della lepre.

La terra secca e rugosa
non è culla comoda ma infausta madre,
che della sua maledizione
mi fa carico ancora una volta.

E cercare la verità nelle forme costrutte della mente
è menzogna, codardia, ignoranza, dannazione

chè la verità ti piove addosso dal Cuore dell' Essere,
benedetta,
e tu assetato l'ignori.

lunedì 28 febbraio 2011

La Montagna Sacra

Alchimista Bianco, rivolto all'Iniziato ladro: << Non sei che merda. >>
(Sorride, porgendogli la pepita d'oro ricavata dalle sue feci durante il processo d'iniziazione)
<< Puoi cambiare te stesso in oro. >>


La Montagna Sacra, Alejandro Jodorowsky, (1973)

domenica 27 febbraio 2011

PERDUToAMOR


Tommaso Pasini: << Io capisco che… è cosa molto difficile riconoscere le manifestazioni femminili dell’eros. Specialmente per quelli come te, che si credono maschi…>>

Ferdinando:  <<  ...ma io scherzavo...>>

Tommaso Pasini: << Eh, invece no!.. L’uomo nell’atto dell’amore…Una macchina! 
Una macchina che emette sospiri, e sbava, con automatismi, gesti maldestri, bruschi cambiamenti di voce…afferra la donna come una preda, la morde, rantola, gode… E genera! 
…Simile furia non era necessaria alla procreazione della specie.

Pochi, veramente pochi desiderano nella Donna un essere vivente che conservi ancora...oscurità, attività infinite...(sospiro di rammarico)…Gli autentici amanti, caro mio, sono rarissimi. Rarissimi. >>


Tommaso Pasini (Gabriele Ferzetti), dal film PERDUToAMOR di Franco Battiato (2003).

martedì 22 febbraio 2011

L' ubiquo dominio dell' Inessenziale

Dedicare la propria esistenza all'Inessenziale è abito d'alcuni.
Che poi ci si divertano, che ne ricavino loro malgrado soddisfazione e felicità (fittizie o meno), che se ne disperino, che se ne compiacciano, è affar loro. Anche mio per la verità, che pettinare le bambole riesce perfettamente anche a me. La cosa di fondo che mi disturba è lo spreco.
Spreco d'energie, di speranze, di pensiero, d'attenzione, chè nell' economia dell' arco di una vita si traduce in troppo tempo perso, focalizzabile altrove e con maggior risultato. O forse che s'esiste perdendo tempo e aspettando il prossimo treno, e allora io non ho capito nulla della vita e tant'è che non la so vivere.

Cos'è inessenziale non lo so nemmeno più definire, sarà anche questo, suppongo, questione di scelte.
O forse l'Inessenziale sono le esperienze che ci si rifiuta di accettare come andate male, o abitudini recesse d'incosciente applicazione, o futilità che abbelliscono il piatto dove si mangia, secondo la natura della tragoèdia ognuno sceglie di vivere.
E' alla fin fine un labirinto di labili separatezze, di confini di nebbia, dove tutto è alla portata di mano eppure distante dall'essere appartenibile, abitabile.
E mi rammarica non poco capire che l'Inessenziale, così onnipresente, è anche il suo stesso opposto: è ovunque e ben celato, perchè la sensatezza d'ogni cosa non è altro che opinione, e in quanto tale sempre passibile di fallacia. Ed è un regno ben vasto quello dell'errore.

Come dire insomma, che si distingue la luce solo perchè si ben conosce il buio e viceversa, solo che nel caso specifico l'operazione è molto meno oggettivabile, ben più sfuggente e subdola. Nemmeno paragoni e confronti possono servire molto spesso. Una trappola per trappole.
Camaleontica Inessenzialità, che tutto permea e controlla, che niente tange e niente assicura.

Non si vede bene che col cuore. L'essenziale è invisibile agli occhi.

E l' Inessenziale, pure.




[Eyecon for a blind]



Inessenziale legame. Non vedi per troppe lacrime. Il cappio l'hai voluto da te, per te.
Io ti libero dal tuo capestro, e della mia libertà offerta ti cingi nuovamente il collo. E' questo il danno, inessenziale, perchè non vedi per davvero ma per presunzione, e non ti vedi libero se non sei legato.
Per tua scelta, quel che ti volevo dare era ben altro.




[Unveiled]


E' solo cambiare. Cambiare è tutto. Abbandonare una forma, una pelle, un abito, per prenderne uno nuovo. E' un trapasso di coscienza. Annegato nel vino. Mi svelo, mi rivelo, ti mostro le geometrie, mi plasmo e riplasmo, convalido e annullo, ti porgo la tua nuova pelle, ti strappo dalla vecchia. Oppure faccio il contrario.
Ho fatto tutto. Ho cambiato tutto. Eppure non è altro che il reiterarsi di archetipi della vita e della morte, allegorie, da eoni. E' inessenziale la tua veste, inessenziale la tua pelle, la tua verità, il cambiamento.
Disvelare serve solo a rivelare. Essere morti non può che portare alla vita. Nel momento in cui sei vivo sei destinato a morire.
La ciclicità lunare è quel che intendo.
Inessenziale, ma così stanno le cose.